Mobile Matsy

Si tratta del mobile per un televisore LCD disegnato ultimamente per il mio caro Amico fraterno Matsy per i suoi quarant’ anni, mobile fermato qui in una delle sue più probabili mutazioni e speranzoso di venire finalmente alla Luce !!!

Mobile – Soppalco Casa C

Si tratta del progetto preliminare di design di un mobile-soppalco per la casa del mio caro collega di lavoro Luigi e la sua bella famigliola napoletana, progetto ancora in fase di elaborazione e dagli sviluppi imprevedibili, qui ripreso in una delle sue improbabili mutazioni.

…Ad Maiora…Vostro…Arch. Giacomo.

” In cammino nel mondo…con la gioia del mio vivere !!! “

Questo progetto indaga le possibilità espressive offerte dal tema del concorso relativo ad uno spazio abitativo cittadino di 6m x 6m x 6m destinato ad una casa studio per single, sia nella dimensione architettonico urbana che in quella di interior design. Si immagina un tessuto cittadino a misura d’uomo, dai volumi bassi, in cui il rapporto con la natura è di fondamentale importanza senza per questo annullare i benefici che solo la Vita metropolitana e le sue dinamiche interne può garantire. Il volume dell’ alloggio è composto essenzialmente da cemento bianco, muratura di mattoni pieni, legno e vetro ed è plasmato e scavato plasticamente affinché l’ articolazione dei percorsi e la distribuzione delle funzioni su più livelli al suo interno possano essere segnalate all’ esterno a scala architettonica definendone le sue caratteristiche estetiche. L’ interno dello studio infatti, vivendo numerosi salti di quota funzionali, fa delle introspezioni interno – interno ed interno – esterno e degli incastri dei volumi architettonici uno dei suoi punti di forza più efficaci. Vi si immagina una Vita ascetica e contemplativa, fatta di condivisione fraterna al piano inferiore a contatto col verde cittadino, dove è possibile sedersi comodamente in poltrona ospitando un buon cliente-amico, o magari per leggere un buon libro e di aggiornamento professionale e lavoro nell’ intimità della cella al piano superiore, tutta in legno come una nave dove l’ unico contatto esterno è dato da un finestrino e da un lucernario per osservare cielo e stelle. La cella è attrezzata da una scrivania, da una comoda seduta orizzontale per i momenti di riposo ed un contenitore per libri e pochi vestiti. Un piccolo cucinino, una zona per i servizi igienici, un contenitore cassapanca in corrispondenza della scala ed una libreria di mensole completano insieme al piccolo tavolo per il pranzo gli accessori dello Studio. Un volume vascello ancorato nel porto metropolitano teso ad ospitare una Vita aperta all’ incontro fraterno nel mare di gente che affolla il nostro habitat cittadino, ospitante dinamiche di Vita laboriosamente fruttuose e serenamente gioiose come tutto ciò che in modo fecondo concorre alla nostra crescita Spirituale ed Umana. Il progetto ha per questi motivi un carattere fortemente autobiografico.

Nota: Il progetto ha avuto una menzione di merito dalla Giuria del Concorso.

…Ai miei Amabili Genitori…

Il contenitore della rinascita della Vita !!!

Il progetto prende spunto dal tema del concorso “Un idea per la ricostruzione: proposte per l’ emergenza” indetto ultimamente dalla rivista PresS/Tletter e The Plan con il supporto dell’InArch, l’Istituto Nazionale di Architettura. L’iniziativa ha avuto lo scopo di sviluppare proposte per l’habitat temporaneo in situazioni di emergenza con particolare riferimento al recente terremoto in Abruzzo. L’obiettivo indicato e’ stato di pensare a strutture temporanee per garantire l’habitat che poi potessero essere smontate e riutilizzate in altre situazioni di emergenza oppure facilmente riciclate, diventando parte del nuovo tessuto edilizio urbano.

La mia idea progettuale nasce dal tentativo di soddisfare il bisogno di qualità e sana normalità dei malcapitati bisognosi dell’ alloggio di emergenza, realizzando in modo semplice mediante l’ uso di pannelli autoportanti tecnologicamente avanzati, un contenitore spaziale funzionale, articolato su due livelli, con doppio volume, capace per questo di curiose introspezioni interne ed esterne, colorato e divertente con i suoi toni solari e marini, che sappia in generale di linguaggio contemporaneo, ma dal sapore antico nella pelle esterna dei suoi materiali biologici e moderno nella sua articolazione spaziale, teso ad una vera e propria promenade architettonica.

Il contenitore diviene, nell’ incastro dei suoi pannelli rivestiti in legno laccato una vera e propria scatola magica, in generale opaca nelle sue superfici e trasparente in corrispondenza degli infissi realizzati in metallo, legno e cristallo di ampia superficie che con le sue tende interne in tessuto naturale prova a limitare sia l’ introspezione con l’ esterno quando non ricercata che l’ effetto serra dell’ alloggio quando questi è colpito eccessivamente dai raggi del sole durante il giorno, infissi che nel loro lasciar filtrare la luce solare o artificiale, rispondono ad un bisogno anche metaforico di maggiore leggerezza e poesia, fungendo la scatola da vera e propria lanterna magica quando illuminata dall’ interno la si osserva durante la notte !!!

In corrispondenza dell’ ingresso un filtro spaziale prova a mediare in modo articolato il rapporto interno esterno, aggiungendo profondità spaziale al tema della porta di ingresso, superata la quale lo spazio si dilata verso l’ alto articolandosi in un doppio volume che prova a dare un senso di maggiore libertà e poesia ai suoi spazi interni. Dalla zona pranzo come dalla scala interna è possibile osservare il cielo quando le sue tende sono aperte anche orizzontalmente. Il piano inferiore ospita una zona pranzo con piccola cucina e tavolo ed uno o due posti letto singoli in un ambiente successivo. Superato il dislivello con la sua scala interna è possibile nutrirsi di nuove introspezioni interne che danno maggiore profondità e ricchezza spaziale alla semplice scatola abitativa, superando il ponte che affaccia sulla zona pranzo si accede alla zona notte dove è posizionato un letto matrimoniale. Le esigenze igieniche al livello inferiore come a quello superiore sono soddisfatte utilizzando un modulo prefabbricato sovrapponibile con funzione di bagno. Il progetto prova a dare quindi una risposta anche al tema tecnologico costruttivo ponendosi il problema della facile componibilità della scatola, facilitandone quindi il montaggio e limitando il numero di elementi componenti il contenitore abitativo. Il sistema prevede l’ articolazione di piccole fondazioni cui incastrare i pannelli per ancorare la scatola al suolo, utilizzando un sistema di canalizzazione per convogliare gli scarichi dei moduli prefabbricati e della cucina e in generale il deflusso delle acque meteoriche in caso di pioggia.

Quindi con incastri maschio femmina i pannelli si incastrano verticalmente tra loro e ancorati in corrispondenza dei pannelli solaio, quindi tompagnati da pannelli di chiusura con o senza infissi. Il modulo pannello tecnologicamente avanzato provvede a semplificare le esigenze costruttive ed impiantistiche del contenitore, provvedendo a bilanciare termo acusticamente l’interno con materiale isolante e bilanciando naturalmente l’ ambiente con la sua pelle composta di materiali ecocompatibili. L’ arredo interno è studiato per ottimizzare spazi che seppur articolati rispondono a criteri di economia e provvisorietà. I moduli bagno sono indipendenti e, montati in fabbrica, sono poi assemblati con il resto del contenitore. Nell’ insieme le scatole magari assemblate a schiera e sfalsate leggermente disegnano vere e proprie diagonali e provano a sviluppare come piccoli mattoncini un senso di corte aperta o chiusa dal sapore antico nell’ articolazione dei suoi spazi, per restituire all’ insieme abitativo la qualità spaziale negata dall’ evento catastrofico. Si immaginano quindi promenade urbane e tipologie diverse per le funzioni dei contenitori pubblici, scuole, municipi, chiese, teatri, capaci nel loro insieme nella loro semplicità di restituire ai cittadini la dignità urbana negata, costituendo e cercando di realizzare con l’ intervento progettuale, l’ immagine di un contenitore della rinascita della Vita sia nella sua dimensione urbana che architettonica.

Casa MeS

Si tratta del progetto definitivo ormai realizzato della casa romana di mio fratello Marco e della sua cara compagna Silvia, progetto al quale ho lavorato nei primi mesi del 2009 che mi ha dato non poche soddisfazioni professionali ed umane.

Sono grato ai ragazzi per l’ occasione progettuale fornitami e spero che la realtà dei fatti confermi nel tempo con la sua bontà quanto di buono si è evinto osservando i dati sulla carta.

Il progetto nasce con l’ auspicio che questa giovane casa faccia da cornice ad una Vita feconda di sane dinamiche Umane e di Coppia e sia quindi per sempre per tutti i suoi ospiti, stanziali o di passaggio, luogo ispirato di Crescita, Armonia ed Amore !!!

…con Ogni Bene…Arch. Giacomo.

Struttura, Spazio e Vita: Pura Energia o Elogio dei Tramonti Pisciottani !!!

C’ è una terra nel Sud Italia, a me molto cara, dove ancora oggi è possibile osservare quanta sana naturalezza e bellezza ci sia negli elementi ed in armonia con essi il nostro sano saper vivere.

Terra ancora oggi incontaminata e pura nella sua essenza, carica di energia, dove il tempo scorre secondo metriche poetiche e armonie ormai perdute nelle nostre assordanti metropoli.

Questa terra è il Cilento, osservato dal punto particolarissimo ed intenso della spiaggia di Marina di Pisciotta, in corrispondenza delle località Gozzi Puodi verso l’ Acqua Bianca !!!

Immaginate una spiaggia d’Estate, ricca di sassi levigati e arrotondati, le agliaredde, dal colore grigio con sporadiche venature bianche, la cui forma è ispirata dalle onde del mare che da sempre incessantemente lavorano su di esse, facendole rotolare su se stesse a ritroso, su e giù lungo il pendio della spiaggia, durante le mareggiate. Immaginate piccole alture alle spalle della spiaggia e su di esse un foltissimo uliveto secolare, il noto uliveto pisciottano.

Immaginate un mare ancora incontaminato davanti, la linea della costa campana orchestrare lo skyline verso l’orizzonte da un lato verso destra con una, due, tre lingue di terra a scandire la metrica nell’ incontro tra terra e mare.

Immaginate un orizzonte limpido sormontato da un intenso cielo azzurro e davanti lo spettacolo spirituale dell’ incontro metaforico del fuoco con l’ acqua, dell’ incontro del Sole col Mare, il tramonto appunto, il tutto condito dal suono armonico delle cicale, delle rondini e dei gabbiani nell’ aria, scie di barche all’ orizzonte che si portano da un capo all’ altro della linea dell’ orizzonte, ombrelloni sulla spiaggia, piccoli e grandi immersi in acqua o a prendere il sole, discorsi estivi sovrapposti ad orchestrare suoni fusi con le sonorità delle onde del mare che si affacciano sul bagno asciuga.

Che spettacolo !!!

Che carica di Energia !!!

Pura e Vitale Energia !!!

In effetti le stesse caratteristiche di Marina di Pisciotta, vecchio borgo di pescatori, ne fanno un luogo dello Spirito oltre che di sano riposo !!!

Il paesino infatti si affaccia sul mare e che mare, lungo una strada che in corrispondenza della località Acqua Bianca termina lasciando il posto alla natura intensa del Cilento, apparentemente una strada che non porta da nessuna parte si direbbe, in realtà una strada che riporta alla Natura e ai sui tempi e ritmi troppo spesso dimenticati ed offesi dal nostro dinamismo cittadino.

Dalla strada ortogonalmente si dipartono vicoletti che si inerpicano all’ interno del paesino e da qui sentieri uno dei quali attraversa il folto uliveto e porta al paese medioevale di Pisciotta inerpicato su di un colle dal quale domina il paesaggio con la sua bellezza.

Cosa non è inerpicarsi lungo il sentiero immerso nel verde che collega i due paesini, cosa non è farsi un bagno immergendosi nel mare al ritorno a far decantare le fatiche della salita e della discesa dal paesello !!!

Cosa non è Pisciotta e Marina di Pisciotta quando una solarità greca illumina i volumi delle case con giochi di luci e di ombre !!!

Cosa non sono quei luoghi nei volti della sua gente solcati dalla fatica e dalla gioia di un sano benessere naturale, le cui rughe stampate dai raggi incessanti del sole ne fanno volti espressivi e tenaci come pochi in città, i volti della mediterraneità.

Quando d’ Estate si arriva a Marina di Pisciotta in vacanza, i primi giorni si mangia e si dorme, si dorme davvero molto, sembra che l’ aria sia soporifera.

Così parcheggiata l’ auto comincia il lento defaticamento che ci riporta a ritmi umani e sostenibili !!!

Incessantemente giorno dopo giorno il benessere provato dal nostro corpo per il mutato ritmo e dal nostro Spirito per la straordinaria bellezza della natura cilentana ci riporta ai valori dimenticati di sana armonia e positività, caricandoci di quella energia interiore assopita dai ritmi cittadini.

A volte penso al modo insensato del nostro vivere.

Ad esempio come architetto il computer ha ridotto il gesto fluente e nobile del tracciare una linea a matita su un foglio di carta ad un attacco di alzheimer del movimento scomposto del mio braccio con il mouse.

I rumori assordanti della città ipnoticamente ci alienano riducendo il nostro vivere ad un mero atto produttivo valido da un punto di vista meramente economico e quantitativo.

Ci alimentiamo male, ci rapportiamo ancor peggio costruendo un mondo simile ad un immensa insensata torre di Babele, con ritmi sempre più frenetici che ci rendono sempre più schiavi.

Poi ritorniamo sfiniti in vacanza, quando è possibile, a gustare quel po di energia che ancora riusciamo a provare dimentichi del suo sapore, proprio come un fumatore incallito che sigaretta dopo sigaretta dimentica il gusto di una sana boccata d’aria.

Ci avveleniamo e mi domando che senso ha !!!

Dovremmo vivere 365 giorni l’ anno in uno stato di beatitudine rendendo grazie con i nostri gesti del dono prezioso e della sacralità della Vita, lavorando e producendo in modo sano e sostenibile, tendendo al Regno di Dio con tutti noi stessi, invece i nostri “discutibili” stili di vita senza Amore, qui nel mondo, non risparmiano nessuno cosicchè, anche chi vi scrive, arrivato smemorato in vacanza, ringrazia questi giorni di sana vita pisciottana per avergli almeno ricordato che, anche se è giustissimo che la sua gioia gli costi sudore, è assolutamente deprecabile uno stile di vita e con esso un sistema sociale che vive nell’ oblio del suo Creatore e della gioia e bellezza che solo la memoria ed il ritorno al Padre ed ai suoi valori può dare, bellezza rintracciabile nelle espressioni armoniche ed intense del suo creato, proprio come la costiera cilentana con i suoi bellissimi tramonti.

Qualcuno la potrebbe definire citando un sacerdote a me caro come una forma di “Nostalgia di Cielo”.

Ogni bel tramonto ed in particolare ogni bel tramonto osservato dal punto particolarissimo di Marina di Pisciotta, con la sua intensità vitale, la sua luce, i suoi colori ricchi di poetica sana bellezza, mi riporta a questa nostalgia di cielo, mi riconduce ulteriormente alla mia imperfetta capacità di Amare e mi rimette fortunatamente in cammino verso un Regno, quello di Dio già in atto da almeno duemila anni e purtroppo non ancora compiuto in pienezza, ritemprandomi, ricaricandomi, rigenerandomi e rimotivandomi con la sua Pura Energia, convincendomi dell’ esigenza pressante di ricercare uno stile di vita produttivo ma rispettoso della mia e nostra sacralità, ricordandomi che quest’ ultima va onorata con un sano strumento lavorativo e sani rapporti umani che solo l’ Amore di Dio può insegnarci !!!

In tal senso, invitandomi ed invitandovi più che ad un “Avere” ad un maggior “Essere con”…Dio, Gesù, auguro buon cammino e buon tramonto pisciottano a tutti Voi !!!

…Vostro…Arch. Giacomo