pedane !!!

Nel primo articolo di interni dell’ essere si parla di pedane, ovvero di come sia possibile modificare da un punto di vista spaziale due vani di un appartamento in un unico ambiente con piccoli salti di quota capaci di infondere qualità spaziale all’ immobile. Come si evince dalla prima immagine di rilievo si ha a che fare con due vani distinti alti 3m dove sono presenti due accessi separati, una situazione tipica che possiamo ritrovare spesso negli immobili degli anni ’60 o ’70 del secolo scorso. Il progetto in questo esempio prevede la possibilità di unire i due vani lasciando un unico ingresso che immette inizialmente in una piccola zona pranzo arredata con tavolo, sedie ed una grande madia. Poi, attraversando un piccolo filtro con un salto di quota di appena 30cm ed una riduzione di altezza di 20cm ottenuta mediante una pedana ed una controsoffittatura, si accede nel cuore del living, il quale riguadagna i 20cm in altezza persi precedentemente e nel quale si trova un ampio divano, un puff, un tavolino circolare ed una parete attrezzata in muratura e legno, a tutta altezza lungo cio che resta della parete divisoria dei due ambienti e bassa lungo la finestra, parete attrezzata nella quale è alloggiato un ampio LCD. Il filtro è quindi disegnato dalla piccola ma comoda scala di accesso al living ed è demarcato, oltre che dalla controsoffittatura, da piccole pareti attrezzate in muratura, legno e cristallo dove trovano spazio libri ed oggettistica di vario genere. Dai grafici si evince come sia possibile infondere di qualità spaziale i due piccoli vani trasformati in un unico grande ambiente il cui racconto è arricchito e strutturato spazialmente attraverso i salti di quota descritti.

Mobile Matsy

Si tratta del mobile per un televisore LCD disegnato ultimamente per il mio caro Amico fraterno Matsy per i suoi quarant’ anni, mobile fermato qui in una delle sue più probabili mutazioni e speranzoso di venire finalmente alla Luce !!!

Mobile – Soppalco Casa C

Si tratta del progetto preliminare di design di un mobile-soppalco per la casa del mio caro collega di lavoro Luigi e la sua bella famigliola napoletana, progetto ancora in fase di elaborazione e dagli sviluppi imprevedibili, qui ripreso in una delle sue improbabili mutazioni.

…Ad Maiora…Vostro…Arch. Giacomo.

” In cammino nel mondo…con la gioia del mio vivere !!! “

Questo progetto indaga le possibilità espressive offerte dal tema del concorso relativo ad uno spazio abitativo cittadino di 6m x 6m x 6m destinato ad una casa studio per single, sia nella dimensione architettonico urbana che in quella di interior design. Si immagina un tessuto cittadino a misura d’uomo, dai volumi bassi, in cui il rapporto con la natura è di fondamentale importanza senza per questo annullare i benefici che solo la Vita metropolitana e le sue dinamiche interne può garantire. Il volume dell’ alloggio è composto essenzialmente da cemento bianco, muratura di mattoni pieni, legno e vetro ed è plasmato e scavato plasticamente affinché l’ articolazione dei percorsi e la distribuzione delle funzioni su più livelli al suo interno possano essere segnalate all’ esterno a scala architettonica definendone le sue caratteristiche estetiche. L’ interno dello studio infatti, vivendo numerosi salti di quota funzionali, fa delle introspezioni interno – interno ed interno – esterno e degli incastri dei volumi architettonici uno dei suoi punti di forza più efficaci. Vi si immagina una Vita ascetica e contemplativa, fatta di condivisione fraterna al piano inferiore a contatto col verde cittadino, dove è possibile sedersi comodamente in poltrona ospitando un buon cliente-amico, o magari per leggere un buon libro e di aggiornamento professionale e lavoro nell’ intimità della cella al piano superiore, tutta in legno come una nave dove l’ unico contatto esterno è dato da un finestrino e da un lucernario per osservare cielo e stelle. La cella è attrezzata da una scrivania, da una comoda seduta orizzontale per i momenti di riposo ed un contenitore per libri e pochi vestiti. Un piccolo cucinino, una zona per i servizi igienici, un contenitore cassapanca in corrispondenza della scala ed una libreria di mensole completano insieme al piccolo tavolo per il pranzo gli accessori dello Studio. Un volume vascello ancorato nel porto metropolitano teso ad ospitare una Vita aperta all’ incontro fraterno nel mare di gente che affolla il nostro habitat cittadino, ospitante dinamiche di Vita laboriosamente fruttuose e serenamente gioiose come tutto ciò che in modo fecondo concorre alla nostra crescita Spirituale ed Umana. Il progetto ha per questi motivi un carattere fortemente autobiografico.

Nota: Il progetto ha avuto una menzione di merito dalla Giuria del Concorso.

…Ai miei Amabili Genitori…

Il contenitore della rinascita della Vita !!!

Il progetto prende spunto dal tema del concorso “Un idea per la ricostruzione: proposte per l’ emergenza” indetto ultimamente dalla rivista PresS/Tletter e The Plan con il supporto dell’InArch, l’Istituto Nazionale di Architettura. L’iniziativa ha avuto lo scopo di sviluppare proposte per l’habitat temporaneo in situazioni di emergenza con particolare riferimento al recente terremoto in Abruzzo. L’obiettivo indicato e’ stato di pensare a strutture temporanee per garantire l’habitat che poi potessero essere smontate e riutilizzate in altre situazioni di emergenza oppure facilmente riciclate, diventando parte del nuovo tessuto edilizio urbano.

La mia idea progettuale nasce dal tentativo di soddisfare il bisogno di qualità e sana normalità dei malcapitati bisognosi dell’ alloggio di emergenza, realizzando in modo semplice mediante l’ uso di pannelli autoportanti tecnologicamente avanzati, un contenitore spaziale funzionale, articolato su due livelli, con doppio volume, capace per questo di curiose introspezioni interne ed esterne, colorato e divertente con i suoi toni solari e marini, che sappia in generale di linguaggio contemporaneo, ma dal sapore antico nella pelle esterna dei suoi materiali biologici e moderno nella sua articolazione spaziale, teso ad una vera e propria promenade architettonica.

Il contenitore diviene, nell’ incastro dei suoi pannelli rivestiti in legno laccato una vera e propria scatola magica, in generale opaca nelle sue superfici e trasparente in corrispondenza degli infissi realizzati in metallo, legno e cristallo di ampia superficie che con le sue tende interne in tessuto naturale prova a limitare sia l’ introspezione con l’ esterno quando non ricercata che l’ effetto serra dell’ alloggio quando questi è colpito eccessivamente dai raggi del sole durante il giorno, infissi che nel loro lasciar filtrare la luce solare o artificiale, rispondono ad un bisogno anche metaforico di maggiore leggerezza e poesia, fungendo la scatola da vera e propria lanterna magica quando illuminata dall’ interno la si osserva durante la notte !!!

In corrispondenza dell’ ingresso un filtro spaziale prova a mediare in modo articolato il rapporto interno esterno, aggiungendo profondità spaziale al tema della porta di ingresso, superata la quale lo spazio si dilata verso l’ alto articolandosi in un doppio volume che prova a dare un senso di maggiore libertà e poesia ai suoi spazi interni. Dalla zona pranzo come dalla scala interna è possibile osservare il cielo quando le sue tende sono aperte anche orizzontalmente. Il piano inferiore ospita una zona pranzo con piccola cucina e tavolo ed uno o due posti letto singoli in un ambiente successivo. Superato il dislivello con la sua scala interna è possibile nutrirsi di nuove introspezioni interne che danno maggiore profondità e ricchezza spaziale alla semplice scatola abitativa, superando il ponte che affaccia sulla zona pranzo si accede alla zona notte dove è posizionato un letto matrimoniale. Le esigenze igieniche al livello inferiore come a quello superiore sono soddisfatte utilizzando un modulo prefabbricato sovrapponibile con funzione di bagno. Il progetto prova a dare quindi una risposta anche al tema tecnologico costruttivo ponendosi il problema della facile componibilità della scatola, facilitandone quindi il montaggio e limitando il numero di elementi componenti il contenitore abitativo. Il sistema prevede l’ articolazione di piccole fondazioni cui incastrare i pannelli per ancorare la scatola al suolo, utilizzando un sistema di canalizzazione per convogliare gli scarichi dei moduli prefabbricati e della cucina e in generale il deflusso delle acque meteoriche in caso di pioggia.

Quindi con incastri maschio femmina i pannelli si incastrano verticalmente tra loro e ancorati in corrispondenza dei pannelli solaio, quindi tompagnati da pannelli di chiusura con o senza infissi. Il modulo pannello tecnologicamente avanzato provvede a semplificare le esigenze costruttive ed impiantistiche del contenitore, provvedendo a bilanciare termo acusticamente l’interno con materiale isolante e bilanciando naturalmente l’ ambiente con la sua pelle composta di materiali ecocompatibili. L’ arredo interno è studiato per ottimizzare spazi che seppur articolati rispondono a criteri di economia e provvisorietà. I moduli bagno sono indipendenti e, montati in fabbrica, sono poi assemblati con il resto del contenitore. Nell’ insieme le scatole magari assemblate a schiera e sfalsate leggermente disegnano vere e proprie diagonali e provano a sviluppare come piccoli mattoncini un senso di corte aperta o chiusa dal sapore antico nell’ articolazione dei suoi spazi, per restituire all’ insieme abitativo la qualità spaziale negata dall’ evento catastrofico. Si immaginano quindi promenade urbane e tipologie diverse per le funzioni dei contenitori pubblici, scuole, municipi, chiese, teatri, capaci nel loro insieme nella loro semplicità di restituire ai cittadini la dignità urbana negata, costituendo e cercando di realizzare con l’ intervento progettuale, l’ immagine di un contenitore della rinascita della Vita sia nella sua dimensione urbana che architettonica.